RADIOFECCIA

by Calogero Incandela

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credits

released November 13, 2016

Calogero Incandela: chitarra acustica, voce
Dario D'Alessandro: basso, synth
Davide Di Giovanni: tastiere
Daniele Di Giovanni: batteria
Dario Lo Cicero: flauto in 05. eigenharp pico in 10
Daniele Crisci: chitarra solista in 01

Testi e musiche di Calogero Incandela
Supervisione missaggio e grafica Dario D'Alessandro
Batteria registrata da Marco Monterosso

A Giancarlo
che quando ha dovuto assumere posizioni consone non si è mai mostrato troppo accondiscendente

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about

Calogero Incandela Bagheria, Italy

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Track Name: Disagio
Ti alzi e giri per la casa la cognizione del tempo
ce l'hai tutta sfasata
apri il frigo e c'è solo un frammento di un pezzo di formaggio
e ti senti già a disagio
stai a fissare dove si perde via la ferrovia
era meglio non uscire
solo un cane che ti fa compagnia
non trovi mai un passaggio
e ti senti già a disagio
torni a casa la lavatrice si è guastata
vorresti che nel bidet
ci fosse un fiore e un bignè
vuoi qualcosa che ti dia un po' di coraggio
sta arrivando un nubifragio
e già ti senti a disagio
e domani te ne vai in campagna solo per pensar
e ritrovar te stesso
un luogo il più possibile dimesso
ma poi pesti uno scarafaggio
e ti senti già a disagio

ma si accomodi gradisce un caffè
una fetta della torta
grazie solo un assaggio
prego vada non l'accompagno perché
già sa dov'è la porta
e ti senti già a disagio
ovunque, qualunque cosa fai o se stai fermo oppure sei in viaggio
sei a disagio
perché ovunque c'è disagio
quantunque c'è disagio e quindi c'è disagio
Track Name: Poveri ma brutti
dignità, per molti è un concetto relativo
si adatta un po' come un preservativo
quella che si adatta a te
non ho capito ancora sai qual'è
povertà, di idee di soldi oppure di valori
adesso che la guardo dal di fuori
solo adesso vedo che
esprime la bruttezza che c'è in te
ricordo quella sera lì sul porto
altro che il romanticismo l'imbarazzo
invidiavi gli yot dei ricconi dicevi che ero il mozzo
dov'è che è la radice del disprezzo
da quale tua narice sale il puzzo
e adesso sì che dici che hai svoltato
e gli altri fanno parte del passato
e così, vi par che gli altri han tutti i vostri mali
e le vostre incrostazioni cerebrali
e così convinti poi
che son tutti dei falliti tranne voi

sempre lì, a far quelli strani e quasi criminali
pur di non ammetter di essere banali
ma che delusione che
alla fine mi cadete nel cliché

sempre in mezzo al vizio e come mai
d'improvviso sembri quasi spirituale
sì però sei solamente materiale e questo non lo sai
senza mai impegnarsi proprio in niente
ti ubriacavi e sniffavi solamente
tutti lì a leccare culi grati
per sentirvi in fondo più integrati

fanculo a voi, e fanculo infine anche a me stesso
compro merda e canzonette ho come resto
che per quello che sarà di me cos'altro mai ne resterà
Track Name: A che fermata è il mattino
A che fermata è il mattino
è andata via anche la luce
le speranze son ridotte al lumicino
prendo il treno la sera
e poi mi chiedo a che fermata è il mattino
il viaggio in treno mi dà una sensazione
un non so che di indefinito e di vago
anzi ancor più che vago direi vagone
non c'è da vantarsi se rappresenti un brutto esempio per amici e parenti
e con quelli con cui uscivi è finita li incontri e vedi che hanno ormai un'altra vita
e qualunque cosa non fa per te e ti vengono anche i brutti pensieri
quando ti trovi intorno i ferrovieri
seduto sulla banchina la risacca è sempre lì a risciacquare
passa un cefalo e mi guarda stupito sputa a terra e si rituffa nel mare
così finanche Bologna ora non ti sembra più come un tempo
c'è come una sensazione di un qualche cosa che si vada perdendo
gli amici tuoi che han vissuto lì adesso sono andati tutti via
e quasi quasi ti viene la malinconia
psycho drogati e disonesti e imbecilli tutt'intorno a te ci son troppe merde
la misantropia ti fa compagnia tra la stazione e il lungomare e più niente
lì in stazione stai a guardare il binario stai diventando troppo stazionario
certo devi colmare questo divario

seduto sulla banchina la risacca è sempre lì a risciacquare
storie andate e riportate dal mare, quelle che nessuno vuole ascoltare
Track Name: Schifezza man
Schifezza man

e dai la colpa a tutto il mondo del fatto che sei una schifezza man
e quindi poi disperi e dici che nessuno pensa a te
ma oramai lo sa chiunque che non ti importa di nessuno e di niente
perciò nei luoghi di ritrovo poi ci ritrovi te da solo
chi parla troppo di amicizia vuol stare dove sente odore di soldi
la mentalità di merda dei quartieri asfissiati e balordi
per poi stare sempre a pianger miseria fai pietà e alla gente gli pare male
però è solo l'interesse approfittarsi e malaffare

com'è che ci si sente ora che quando urli più nessuno ti ascolta
com'è che ci si sente ora che più nessuno ormai ti apre la porta
perché chi si fida di te perché chi mai parla con te
perché ti senti scaltro ma in te tu sei una schifezza man

e quando ti sei preso il pitbull ed eri sempre che lo bastonavi
così cresce più aggressivo almeno questo è quello che dicevi
però si è traumatizzato si nascondeva e stava sempre a scappare
l'han ritrovato investito al bordo della strada statale
dici tutti ti ammirano ma chi son questi tutti se non hai amici
gli scarafaggi per la strada di notte si portano via i frammenti di quel che dici
e il tuo cervello gira in folle in un circolo vizioso e confuso
la negatività che ti porti appresso e ti senti sempre solo e sperduto
com'è che ci si sente ora che quando urli più nessuno ti ascolta
com'è che ci si sente ora che più nessuno ormai rti apre la porta
perché chi si fida di te perché chi mai parla con te
perché ti senti scaltro ma in te tu sei una schifezza man
Track Name: 2015 un anno terribile
da una finestra dentro all'ospedale
guardi fuori la gente che sta male
e non capisci più se è più malato chi sta fuori o chi è ricoverato
e tu che sei il perdente tra i perdenti che ti perdi tutto pure i sentimenti
sarà forse pure il malumore vai perdendo il senso del pudore
la situazione mi ha affossato e cerco qualche cosa di concreto
e c'è chi mi indica la luna ma ha il dito infilato nel di dietro
e il degrado di questa città
dei rapporti tra la gente che ci sta
e di notte cosa vuoi vedere
un quartiere di immondizia a di macerie
con lo spumante già sventato e con il rischio di attentato
che bella festa già si spaccan le bottiglie sulla testa
ecco che si è tutto ribaltato adesso è l'attentato che è sventato
e al contrario tutto d'improvviso è lo spumante che è attentato
persino i topi delle fogne vengon fuori dai tombini e vanno a frotte
vestiti a cazzo e profumati e già si credon d'essere i re della notte
mentre te ne stai tutto in disparte e guardi attorno facce ormai sconvolte
e ti arrivano gli inviti per feste di rincoglioniti
spari e fuchi d'artificio e la città va tutta a fuoco
e vaneggio e ho la speranza che un altr'anno andrà ancor peggio
con chiunque parlo sento brutte cose costretti a correr coi bastoni tra le ruote
che gli tolgono il traguardo di davanti e ad ogni giro sono sempre distanti
e ci mancavano gli artisti arrivisti sempre più aggiornati furbi e opportunisti
come banderuole al vento van girando ad ogni moda del momento
paraculi privi di argomenti
e si credono gli interpreti dei tempi
a far slogan citazione e scopiazzare
neanche spuntano e già sono andati a male
Track Name: Cerume
il cerume ha un gusto amaro
alla sera mentre tento
di scavare nell'orecchio
ma non tanto un minatore
più una pulce nell'orecchio
il cerume ha un gusta amaro mentre scavo ancora a sera
e mi sento più invischiato
e ci perdo finanche lo stivale
il piccone che vi affonda
non capisci più se scava
ma anch'io un giorno o l'altro
troverò la vena d'oro
mentre scavo nel cerume della cava dell'orecchio
e ne riempio via carrelli
che sospingo poi alla luce
boccheggiando tra antichi ritornelli
neanche con la dinamite
attutita dal cerume
che dal fondo a sera viene
e che un poco mi appartiene
così giorno dopo giorno mi sento anch'io cerume
cos'è mai questo fruscio
MI7
ecco arriva un nuovo amico: il cottonfioc
Track Name: Credi nei tuoi incubi
u sei un ragazzo sfortunato perché ti han regalato un incubo
tu sei un ragazzo sfortunato perché non c'è niente che è limpido sì
quando poi rientri tardi trovi gli scarafaggi
i tuoi soli amici nella casa in cui alloggi
e poi mangi con loro a tavola a cena
a consolar la tua pena
non li disinfestare con chi altri puoi stare
sotto ad ogni tappeto ci hai trovato sporcizia
vendette rancori e inimicizia se poi
c'è chi vuole incastrarti dentro nei suoi deliri
e di nessuno più ti fidi e poi
pure una confidenza ti si ritorce contro
per chi cerca il punto per colpire più a fondo
per chi vomita addosso a chi non c'entra niente
senza neanche guardare a come ci si sente
è la storia di sempre
meglio gli incubi allora che ti fanno svegliare
e allora tutto avrà più senso e vedrai
un film in cui la catarsi corrisponde a cacarsi
e puoi guardarti dentro in quel che non sai
il meglio a cui aspirare è il disastro totale
quando non c'è più niente da recuperare
guarda questo paesaggio che ti prende per mano
non ti sembra un peccato nell'entroterra lontano
pensare ancora al passato
di pensar positivo tutti lo sanno dire
ma non gli frega niente e non ti sanno capire
tutti che fanno a gara a chi parla di più senza dir niente
e tu sei il deficiente
ti dicon credi ai tuoi sogni e tu nel mentre ti infogni
ti rubano anche le mutande vedrai
meglio gli scarafaggi almeno si stanno zitti
e puoi guardarti dentro in quel che non sai
quali grandi emozioni in realtà puttanate
per imitar vite falsificate
ecco il nuovo romanzo di deformazione
nuova degenerazione
tutti degenerati
andrebbero rieducati
Track Name: Cessi pubblici
guarda quanti muffin e caffè ma io scoppio dentro di me
a sentir l'odore sento già più male
ma devo pagare per cacare
c'è il codice d'accesso per il cesso
lo danno lì al bistrot
della libreria chic per la gente bene
ma da dentro me scappa un “prot”
perché i cessi pubblici ormai non ci sono più
e in seduta sospesa si riuniva la città
e contribuivi anche tu
prodotto interno lordo è una risorsa
girava l'economia
questa potenzialità adesso dove andrà
ormai va perduta per la via
mentre intorno a me sento parlare di discipline orientati
e libri di ricette vegetali
non fa puzza l'ano del vegano
Track Name: L'appartamento dei pazzi
rientro tardi stanco e assai dimesso
mi appare come una mummia dal buio dell'Ingresso
mentre salgo per le scale
non voglio più pensare se sto bene o se sto male
lei mi ha detto che con me non ci esce
e che sono un ignorante e che faccio puzza di pesce
ma non sono uno studente
e mi manca sempre il tempo
mi faccio il culo al ristorante
ma mi torna l'allegria quando salgo fin lassù
nell'appartamento dei pazzi
e la tristezza fugge via e già non ci penso più
nell'appartamento dei pazzi
puoi vederlo quello che c'è rimasto
che ascolta Marco Masini
nel suo letto sempre sfatto
ma non sa che non conviene
di restare ancora con un piede
nella fossa da cui si viene
e quell'altro sta davanti a facebook
questa qui me la son fatta
va dicendo a tutti quanti
e mi son fatta pure questa
fa discorsi deliranti
e poi spacca la finestra

ma sotto i portici e i palazzi
nell'appartamento dei pazzi io ci torno tutti i giorni
e quando il sole è dietro i monti
con gli altri ti confronti commentando i siti porni

dal paese sono andato via di là
ma non di certo per sfizio ma per necessità
vai alle mostre e parli di arte e di università
tanto ci hai le spalle coperte

ma mi torna l'allegria per cui mi sa che vado via
dall'appartamento dei pazzi
e ogni quattro settimane sene vanno a buttane
nell'appartamento dei pazzi
Track Name: In fin dei conti sono un lapardeo
son contento sai perché, perché non ci pensi più tanto a me
perché ti stai emancipando infin da me
tu dicevi avrò successo ma io non ci avrei scommesso
se non finirò emigrante o sotto un ponte
perché in fin dei conti sono un lapardeo
in fin dei conti sono un lapardeo
perché in fin dei conti sono un lapardeo
in fin dei conti sono un lapardeo

prima c'era il prete mancato
il playboy narcisista
il santone e il fanatico strumentista
e io che non so fare niente come mi vuoi collocare
e mai che te ne trovassi uno normale

io che in fin dei conti sono un lapardeo
in fin dei conti sono un lapardeo
io che in fin dei conti sono un lapardeo
in fin dei conti sono un lapardeo

senza scarpa in fondo a una scarpata
più pensavo e più ero confuso
la situazione qui non è cambiata
a questa festa io son lo sconosciuto
io lo so che faccio il buffone
però dentro sono triste perché
perché in fondo sono triste dentro me
ho incubato quella notte su faccende mal risolte
ti ho svegliata e hai detto con chi cazzo ce l'hai

perché non lo sai che sono un lapardeo
in fin dei conti sono un lapardeo