Orizzonti di boria

by Calogero Incandela

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1.
ieri io ho fatto un sogno che mi ha reso assai triste sugli amici di un tempo case e strade già viste e come poi diventammo e per quello che fu a parte pastina in brodo che non mangiamo più al freddo in mezzo all'inverno però non ci importava perché noi è dentro al cuore che ci si riscaldava e i grandi entusiasmismi di un'altra età dove sarà mai adesso chi mai ce lo dirà e come accadde che poi ci siam tutti divisi e però non mi scordo tutti i nostri sorrisi come tutto è cambiato dopo quell'incidente in cui cadde Giovanni e da allora più niente ma c'è ancora chi giura di sentirlo cantare al vento di quella via in cui si è andato a schiantare ad alzare la gonna alle ragazze a passeggio chissà se vero o era un miraggio il perché li ho sognato proprio io non capisco cosa invero assai strana, non l'avevo previsto forse perché imparassi ciò che già è dentro me ma che ancor non so dire il suo nome qual è e non so più chi mi ha detto “la tua generazione ancora ancora si salva, la mia è proprio un merda” ma la generazione qui non c'entra perché come ognuno si perda ne risponda per sé e i miei amici di un tempo spero stian tutti bene chi è rimasto e chi è andato e non stiamo più insieme forse ci rivedremo forse di nuovo qua e ognuno la storia sua racconterà se i miei amici di un tempo ora stan tutti bene certo non sarà triste di rivederli insieme forse ci rivedremo in qualche altrove chissà e ognuno la storia sua racconterà
2.
da quando il cane ti è morto non sembri più tu dici anche tu vuoi andar via qui non vuoi starci più e già il rimpianto di un canile gioca con l'ombra di un badile in altre città dici avrò più possibilità il tunisino sul treno che parla con te e si stupisce e poi dice che non sa perché dice che è già stato in tante città e alla caritas non hanno pietà gli danno riso con funghi ma che roba è? Dice “neanche posso star seduto a fumare, a pensare al mio futuro e ad immaginare, che due tizi, forse poliziotti lì vicino a me mi han detto “qui non ci puoi stare”, e me ne hanno fatto andare ma perché di fronte a te c'era quella ragazza sul bus ora c'è un tizio che sembra un ripieno di pus pensi se prendiamo un dosso questa qua mi esplode addosso ci pensi su ma poi scendi e non lo vedi più ora stai solo su un muro e ti bevi una forst ma dentro te senti un gelido di permafrost c'è che dice che il problema sta in te che disprezzi tutti in torno a te dici sono tutti vuoti tutti finti e idioti perché e ripensi sempre al posto che hai abbandonato uno schifo sì ma almeno non ti ha imbrogliato quantomeno dici no none finita per me no tante idee su cui pensare ancora in serbo un vaffanculo e ricominciare bau bau bau bye bye bau bau...
3.
divento ingegnere, e vi faccio vedere, progetto le ciminiere, mi faccio un bicchiere ecc.
4.
noi che tra noi si stava così bene ci intendevamo in tutto sempre insieme di star del tutto insieme era normale però quando ti ho detto quel che sento m'hai odiato all'improvviso non comprendo e questo non mi sembra più normale ma... mentre intorno si estinguevano i mammut tu indifferente ti ascolti i sonic youth ma quali giochi dentro alla nebbia la nebbia qui è una gebbia di infezioni ed acqua putrida anche peggio che da bambino i bagni del collegio ti metterai con qualche altro balordo come hai sempre fatto infondo la stessa storia di urla fumo e birra così puoi continuare la tua guerra e dire che fa tutto quanto schifo che è un mondo di miseria e troppi affanni di demenza e di soprusi sui tuoi anni discorsi che da te ho sempre sentito ma... e così tu adesso pensi male come scorreggiare al pranzo di natale però un tempo ci ridevi ma perché ci vedevo un po' di te e anche tu in me vedevi un po' di te con la differenza che però tu ti odi e di conseguenza odiavi pure me per cui spargi solo chiodi che tanto c'hai ragione sempre tu e tanto ormai non ci vedremo più e indifferente ti ascolti i sonic youth e infondo anch'io mi sento già lontano mi vedo salutarti con la mano e Guccini dice che non suona più... la la la la la la lallala... e mi fanni schifo i sonic youth e Guccini dice che non suona più...
5.
io sta sera me ne vado coi miei amici intellettuali ai quartieri culturali i quartieri culturali e ci puoi trovare tutto maschi e femmine e animali ai quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali e così sta sera esco che ci trovo anche Maresco ai quartieri culturali i quartieri culturali e ci puoi trovare pure il banchetto dell'UNESCO ai quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali … culturali e ci trovi anche le statue degli artisti surreali ai quartieri culturali i quartieri culturali puoi vedere tante cose, hanno acceso pure i fari ai quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali... i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali... i quartieri culturali i quartieri culturali i quartieri culturali... o ho ho ho hohohohohoooo hohohohohohohohoooo...
6.
Mi son fatto la risonanza magnetica e ora attiro addosso a me ovunque vada cose di metallo io non posso camminare cosa fare a questa mia problematica? È una cosa seria perché mi prendo chiodi pentole ah! Un coltello rischio pur di farmi male ogni cosa ormai si può curare questo è quello che ci han detto non ti devi preoccupare e così i miei mali li ho curati ma mi arrivan ferri addosso e me li fanno ricordare qualunque cosa faccia ovunque arrivo ho addosso il magnetismo negativo ma qualunque cosa possa dire non puoi capirla tu l'ape piaggio di un campagnolo per strada l'ho attirata addosso a me è mi ha preso dritto sullo sterno son rimasto costernato d'improvviso succede dovunque vada debbo stare attento perché mi attacco pure alle saracinesche ieri in cinque mi han staccato chi mai può capire la fatica che mi porto sempre addosso questa è la mia condizione che ormai mi trascino da una vita ma io faccio quel che posso che pesante imposizione ma se il magnetismo negativo andrà via sarà un giorno tardivo non m'importa più se ormai in quel giorno non ci vedremo più così infine or che tutto è più chiaro così adesso che io saprei cosa dire e far c'è la canzone che cantava già Baglione questo male che allora sempre ignoravo a capirlo prima lo sai quando la saggezza arriva sempre ormai che non serve a niente quanto meno si può dir che a ferro non ne ho certo carenza che lo assumo tutti i giorni ma la pesantezza dall'interno mi avvilisce ogni movenza non so più se andrà via o torni le illusioni ormai son per gli stronzi santoni e cantantuncoli per gonzi tanto non mi importa più se un giorno ritornerai anche tu
7.
8.
dici sei indipendente dici hai i tuoi valori e però non studi e stai sempre fuori stai a lusingar vizi ma io ti dico in rima tra scherzi e sollazzi che è meglio che prima che poi sia troppo tardi trovati uno coi soldi perché dopo chissà chi più ti vorrà e dovrai cancellare tutti quanti i ricordi se no esclusa verrai dalla società pure se è un ignorante pure se è un lestofante non ha importanza ti basta che ha i soldi se non sarai convinta se ti metterà in cinta pensa comunque che lui c'ha i soldi dici tutti fan schifo ma è un discorso già vecchio basta non guardar mai in ciò che non sai quel che non hai capito guardati un po' alla specchio stai rischiando non sai che fine farai sei tornata e sei andata, rifatta e poi disgregata in un ciclo continuo di una storia insensata ma han detto ma chi è mai questa mi han detto ma chi si crede ma chi se le incula le sue finte tragedie che non sia troppo tardi trovati uno coi soldi se no dopo chissà chi più ti vorrà pure se è Cangelosi, meglio che te lo sposi se no esclusa verrai dalla società
9.
tramoggia 03:47
10.
sert 03:16
ricordi che dal SERT ritornavi e poi mi raccontavi e ci ridevi anche su e poi mi affrivi sempre da bere tra quelle strade nere nel ricordo in cui ormai non torno più e a dire di capire era un falso non capivo più un cazzo e già non parlavo più che ciascuno ha il suo orifizio da cui ha questo vizio di cacar fuori i suoi buoni consigli perché un consiglio in fondo non ha costo e ci ricavi la coscienza a posto che nessuno in fondo ti può insegnar i pensieri e i sogni giusti da far e poi chi ti ha consigliato lo sai “fai qualcosa”, andar via, dove vai e si sentono magari anche buoni è che ti voglion fuori dai coglioni è c'è poi chi mi ha detto: sei caduto ma come? Qual'è la verità e te ne sei andato davvero senza neanche un saluto a chi valeva la pena via da qua eppure mi ricordo di un sogno di un aereo strano che volava lassù e noi lo guardavamo dal bordo di una strada in campagna e che ci chedevamo dove andrà là giù e ora mentre aspetto il mio turno al CAF penso forse sei un gabbiano che va o un piccione che gli caca in testa alla brutta gente in questa città faccio sempre quel che posso anche se poi mi interrogo ancor più fra di me sul mistero di chi va e chi resta e se resto è per curiosità... di come andrà a finir chi può dir, come andrà a finir
11.
eee... quando un giorno poi morirò nooo... non voglio la messa però perché le bare mi fanno impression perciò vi canterò questa canzon perché io non so spiegarmi perché giammai io finirò a Père Laschaise poi soffro di claustrofobia la bara non è cosa mia vorrei che mi portaste in campagna o un bosco in mezzo a qualche montagna così sarò disperso nel tutto anche se può sembrarvi brutto e non voglio esser cremato almen che non si tratti di crème caramel o almen, crema sia chantilly per le mille spoglie mie lì e poi delle cose passate la gente dirà tante cazzate ma a me non sarebbe importato perché me ne sarò già andato eee... col mio più bel vestito per chi non mi ha mai capito e ogni cosa il suo senso avrà al d là di questa imbecillità in qualche altrove via da qua … aaaa
12.
io la notte spesso mi sogno i treni e stazioni sperse in luoghi ameni e di festival città underground però adesso sono un poco in down ora la mia situazione ristagna mi ritiro in casolari in campagna lascio a voi il successo da balordi e il sentimentalismo da 2 soldi dite di cantare dei sentimenti e però guardate poi tutti quanti quelli vostri e ciò è egoismo e vanità prima o poi così vi verrà il diabete non capite neanche quello che siete melensaggini a palate in quantità a scappar così nelle retrovie a consolare sogni marci e idiozie non capite che tutto è politica anche quello che voi siete ormai tanto è inutile che non scapperai anche dietro l'ermetismo non sai che c'è il vostro nulla l'intellettualismo vuoto ovunque vai che non siamo più negli anni 60 ma di che ti vanti dell'ignoranza vai a studiare all'università e alla fin dici schifo che è Federico Moccia e però lo dici con quella faccia e poi vai a far provini nei suoi film e la stampa musicale è sicuro quasi tutti ormai si vendono il culo e se non sei un clone di qualcuno o non hai un nome non ti cacherà tanto pensano sei un fallito un fesso sì ma è il gioco dello specchio riflesso che non sono entrati nel jet set per non guardar se stessi schifano te bassa critica sociale per fessi che li citano per esser diversi o esser parte di che cosa non si sa musichette idiote su 4 accordi avete dei gusti di merda assurdi quattro cravattari in tour per le città sempre in mezzo tra rivolta e rinuncia, parto e poi ritorno è sempre provincia me ne sbatto ormai gli zebedei di scribacchini e masse di cretini tra la ritenzione e il rilascio anale, la vostra gratificazione sociale che poi delle storie che racconto chi le asclta più non m'importerà fan battute sui politici e penso che è soltanto per avere consenso sono soltanto paraculi in verità io recupero un progetto passato di quand'ero ancora un laureato e per quello che sarà poi si vedrà
13.
deriva 03:44
o se ripenso a tanto tempo fa neanche il mare conoscevo più per com'era ritornando là ove il mio corpo fanciulletto sciacque ed in fine al sole si asciugatte non capisco che fu poi vidi solo un lido capovolto di scarti edilizi e mare morto pece ruggine e altre amenità e in mezzo ai flutti contro i respingenti riconosco più neanche le genti ritornando là io mi ero addormentato sulla barca e adesso attorno ovunque guardi acqua perché sono in mezzo al mare blu e mangio un crackers e un pesce volante me lo afferra in volo impertinente guardo e già non c'è più e un ricordo oramai già andato di distese al sole e un pergolato sì ma adesso l'han buttato giù dove io un giorno avrei riposato a dondolar la mia veranda età ora che non c'è più passa un'onda e mi ributta in barca il viaggio di qualcuno in una scarpa mi racconta storie di frontiere di città che non poté più rivedere e vedo Achab lì sulla balena trotta e sgroppa sopra la sua schiena spunta e poi scompare in mezzo al mar e mi fa cenno di seguirlo anch'io marinai senza patria e Dio sulla scia lì a remar e per dove l'acqua si disperda sto esaurendo le mie scorte per merenda strano non mi riesca a preoccupare ora che anch'io disperso in mezzo al mare

credits

released March 20, 2019

Calogero Incandela: chitarra acustica, voci
Davide Di Giovanni: tastiere, Mod-D, basso, percussioni, cori, chitarra elettrica in 06
e 04
Daniele Di Giovanni: batteria, percussioni, cori, ukulele in 02 e 06, chitarra elettrica in 03
Daniele Crisci: chitarra elettrica in 01, 02 e 12, cori in 05
Dario D'alessandro: MS10 in 07, 11 e 13
Mauro Turdo: chitarra elettrica in 09, cori in 05
Dario Lo Cicero: flauto traverso in 05 e 13, flauto dritto tenore in 05 e 08, dulciana in 02, 05 e 07, yamaha WT11 in 11
Copertina di Salvo Lo Galbo e Alessandro Casti
Testi e musiche di Calogero Incandela

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Calogero Incandela Bagheria, Italy

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